Longevity e healthy aging
integrazione del profilo genetico nei programmi personalizzati di prevenzione, monitoraggio e mantenimento della funzione;
LONGEVIGEN TEST
Invecchiamento e longevità
L’invecchiamento è un processo biologico progressivo, eterogeneo e multifattoriale, caratterizzato dalla graduale riduzione della capacità dell’organismo di mantenere l’omeostasi, rispondere agli stimoli ambientali e riparare il danno cellulare.
Le modalità e la velocità con cui tale processo si manifesta dipendono dall’interazione dinamica tra patrimonio genetico, regolazione epigenetica, ambiente, alimentazione, attività fisica, qualità del sonno, stress, condizioni cliniche e fattori casuali.
In questo contesto assume particolare rilievo il concetto di healthy aging, ovvero il mantenimento nel tempo delle capacità fisiche, cognitive, metaboliche e relazionali necessarie a preservare autonomia e qualità della vita. La longevità non coincide quindi con il solo raggiungimento di un’età avanzata, ma anche con la conservazione della funzione e del benessere.
Età cronologica ed età biologica
L’età cronologica esprime il tempo trascorso dalla nascita; l’età biologica descrive lo stato funzionale dei diversi sistemi dell’organismo. A parità di età cronologica, l’efficienza cardiovascolare, metabolica, immunitaria, muscolare e cognitiva può variare in misura significativa da persona a persona. Non esiste tuttavia un singolo marcatore universalmente riconosciuto in grado di misurare in modo completo l’età biologica individuale.
I meccanismi maggiormente studiati sono strettamente interconnessi e possono assumere un peso diverso nei vari tessuti e nelle differenti fasi della vita:
La componente genetica contribuisce alla variabilità interindividuale della longevità e della suscettibilità alle condizioni correlate all’età, ma non agisce in modo isolato. Può essere influenzata dallo stile di vita, dall’ambiente e dalle condizioni cliniche della persona.
Un test genetico orientato alla personalizzazione
LONGEVIGEN è un test genetico che analizza un pannello selezionato di varianti localizzate in geni coinvolti in alcuni dei principali processi biologici associati all’invecchiamento, alla resilienza cellulare e alla longevità.
Le aree considerate comprendono:
L’obiettivo è caratterizzare il profilo genetico individuale relativo a processi che possono influenzare le modalità dell’invecchiamento e la capacità di mantenere l’omeostasi cellulare nel tempo. Le informazioni ottenute hanno natura informativa, preventiva e orientativa e sono concepite per essere integrate in una valutazione professionale complessiva.
Finalità del test
A chi si rivolge
Il test è stato concepito per essere integrato nei programmi di prevenzione e di medicina della longevità, in particolare nei seguenti ambiti:
integrazione del profilo genetico nei programmi personalizzati di prevenzione, monitoraggio e mantenimento della funzione;
lettura dei fattori di rischio modificabili e supporto alla selezione dei biomarcatori clinicamente appropriati;
approfondimento del metabolismo monocarbonioso, delle vie del glutatione e della difesa antiossidante in relazione allo stato nutrizionale;
inquadramento della funzione mitocondriale e della flessibilità metabolica insieme ai parametri clinici e funzionali;
valutazione dell’equilibrio redox e infiammatorio nell’ambito di percorsi integrati di prevenzione e healthy aging.
Geni analizzati
Il test LONGEVIGEN analizza 20 geni e 25 varianti, organizzati in cinque aree biologiche.
| Area biologica | Geni |
|---|---|
| Invecchiamento cellulare e regolazione della longevità | FOXO3, TERT, STN1/OBFC1, NAF1, SIRT1, TP53, IGF1R, APOE |
| Difesa antiossidante e omeostasi redox | SOD2, GCLC, GCLM, GPX1, GSTP1, CAT |
| Funzione mitocondriale | PPARGC1A |
| Equilibrio immunitario e infiammatorio | IL6, IL10, TLR4, TNF |
| Ciclo dei folati e metabolismo monocarbonioso | MTHFR |
LE CINQUE AREE BIOLOGICHE
Il pannello è organizzato in cinque aree funzionali:
Geni: FOXO3 · TERT · STN1/OBFC1 · NAF1 · SIRT1 · TP53 · IGF1R · APOE
Risposta allo stress, riparazione del DNA, controllo del ciclo cellulare, apoptosi, autofagia, segnalazione metabolica e mantenimento dei telomeri.
Questi meccanismi contribuiscono alla capacità delle cellule di adattarsi agli stimoli, riparare il danno, rimuovere le componenti compromesse e preservare la stabilità genomica, limitando l’accumulo e la propagazione di alterazioni potenzialmente dannose.
Geni: SOD2 · GCLC · GCLM · GPX1 · GSTP1 · CAT
Neutralizzazione delle specie reattive dell’ossigeno, sintesi e utilizzo del glutatione e detossificazione di composti elettrofili.
Le specie reattive dell’ossigeno sono prodotte fisiologicamente durante il metabolismo cellulare e partecipano alla segnalazione intracellulare e alla risposta immunitaria. Quando la loro produzione supera la capacità dei sistemi antiossidanti e di riparazione, può instaurarsi uno stato di stress ossidativo con possibile danno a DNA, proteine, lipidi e strutture mitocondriali.
Geni: SOD2 · GCLC · GCLM · GPX1 · GSTP1 · CAT
Biogenesi mitocondriale, produzione energetica, ossidazione dei substrati e adattamento all’esercizio e alle richieste metaboliche.
I mitocondri producono gran parte dell’energia necessaria alle cellule e partecipano alla regolazione del metabolismo, dell’apoptosi, dell’omeostasi del calcio e della risposta allo stress. Con l’avanzare dell’età possono ridursi l’efficienza energetica e la capacità di adattamento metabolico. Il test analizza una variante di PPARGC1A, gene che codifica PGC-1α, regolatore centrale della biogenesi mitocondriale, dell’ossidazione degli acidi grassi e dell’adattamento muscolare all’esercizio.
Geni: IL6 · IL10 · TLR4 · TNF
Riconoscimento dei segnali di pericolo, produzione di citochine e bilanciamento tra attivazione e risoluzione della risposta infiammatoria.
La risposta infiammatoria è essenziale per la difesa e la riparazione dei tessuti; la sua efficacia dipende da un’attivazione appropriata e dalla successiva risoluzione. Con l’età può instaurarsi uno stato infiammatorio sistemico cronico di basso grado, definito inflammaging: senescenza cellulare, adiposità viscerale, alterazioni metaboliche, infezioni persistenti, modificazioni del microbiota e danno tissutale possono favorirne il mantenimento e ridurre la capacità rigenerativa.
Geni: MTHFR
Sintesi dei nucleotidi, rimetilazione dell’omocisteina, produzione di metionina e S-adenosilmetionina, disponibilità di folati e supporto alle reazioni di metilazione.
Queste reazioni collegano il ciclo dei folati al ciclo della metionina e sostengono i processi cellulari di metilazione. L’efficienza del sistema dipende dall’interazione tra genotipo, folati, vitamine B12, B6 e B2, funzione renale, stato nutrizionale e terapie in corso.
Il risultato del test LongeviGen
Genotipo rilevato per ciascuna delle 25 varianti, con interpretazione per area biologica secondo il modello LONGEVIGEN
Documento scientifico di accompagnamento che descrive finalità, presupposti biologici, metodologia, criteri interpretativi e limiti del test.
Assistenza del laboratorio al professionista richiedente per il chiarimento degli aspetti metodologici e interpretativi del risultato.
Il risultato di ciascun locus analizzato viene valutato in relazione al genotipo identificato e alle evidenze scientifiche selezionate per il modello interpretativo; la lettura complessiva considera inoltre la possibile convergenza funzionale di più geni appartenenti alla stessa area biologica.
Il test nella pratica della longevity medicine
LONGEVIGEN non è un test diagnostico. È uno strumento informativo di supporto alla valutazione professionale, progettato per contribuire a:
In una medicina sempre più orientata alla personalizzazione, LONGEVIGEN aggiunge alla valutazione specialistica una componente genetica stabile nel tempo, che contribuisce a rendere più consapevoli e mirati i percorsi di prevenzione e di monitoraggio.
Percorso analitico
Il percorso analitico si articola in sei fasi sequenziali:
Algoritmo interpretativo
Il modello interpretativo sviluppato da GENOMICA integra evidenze selezionate da studi funzionali, studi di associazione su geni candidati, studi genome-wide, metanalisi e altre pubblicazioni scientifiche pertinenti. In relazione alla variante e al tratto considerati, l’interpretazione può basarsi su:
L’approccio consente di restituire una lettura strutturata e biologicamente coerente del profilo genetico, da integrare sempre con anamnesi, quadro clinico, parametri di laboratorio e stile di vita.
Dal campione al referto in pochi passaggi
Perché Genomica
Genomica è un laboratorio e centro diagnostico d’eccellenza nel settore della genetica e della biologia molecolare, attivo sia nell’applicazione clinica che nella ricerca. Si avvale di professionisti con esperienza più che ventennale e di tecnologie avanzate, con l’obiettivo di offrire prestazioni diagnostiche sempre più accurate e accessibili.
Materiale informativo
Scarica la brochure informativa per approfondire le caratteristiche del test LongeviGen.
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